Il mio treppiede leofoto ARTICLES

ON 14/11/2019

Quando alcuni anni fa ho deciso di lasciare il mondo Canon per passare a fotocamere Sony ho fatto una scelta che puntava alle comodità. Comodità perché, al giorno d’oggi, la tecnologia ci permette di diminuire il peso della attrezzatura, mantenendo allo stesso tempo una qualità importante. Iniziava così per me, con il mondo Mirroless, una nuova era, forse il più importante cambiamento, seppur più contenuto, dopo quello avuto dalla pellicola al digitale.

Oltre alla fotocamera era arrivato, di conseguenza, il momento di sostituire altri accessori quali filtri, zaino e cavalletto. Quanto a quest'ultimo, da felice possessore di un cavalletto Leofoto, ho subito pensato di cercare un'alternativa sul sito di questo brand.

Non ero del tutto sicuro che, passando ad un cavalletto dal peso ridottissimo, avrei potuto mantenere quella qualità ed ergonomia che dopo anni ed anni di sfortunati tentatavi avevo finalmente trovato nel modello LN324C.
Ho quindi navigato sul sito di Leofoto, scoprendo che l'azienda ha una vasta gamma di offerte tra teste, treppiedi ed accessori vari. L’attenzione si è presto soffermata verso il modello LS254C (con testa EB-36). Lette le caratteristiche, e calcoli alla mano, ecco che potevo risparmiare quasi 1kg, mantenendo comunque una portata di ben 8kg, più del triplo del mio fabbisogno. Il peso totale, con testa ovviamente, è di 1,2 kg. Quando devi cambiare e spendere dei soldi sei sempre un po’ scettico. Lo ero ancor di più perchè abituato a pensare che un cavalletto ben più voluminoso avrebbe potuto garantirmi stabilità.. ma si doveva provare!
Inseguire le mode, accontentandosi, può essere valido e comodo da un lato, ma non ci da' alcuna prospettiva di miglioramento dall’altro.

Negli anni mi sono soffermato verso i prodotti di quelle aziende che investono nell’innovazione, che apportano novità al mercato. E ho creduto da subito che Leofoto fosse una di quelle, grazie anche al consiglio importante di un caro collega.
E questo articolo non nasce come pubblicità verso Leofoto, semplicemente mi sento di consigliare io stesso qualcosa che ritengo davvero valido. Più che un test prendiamolo come un elenco di impressioni personali.

Il mio utilizzo è stato, come potete immaginare, ben lontano dal comodo asfalto scelto dagli amanti del "FLS" (Foto Lato Strada per chi non conoscesse l'acronimo), così come dal (pur scivoloso) porfido di piazza del Duomo in Milano :D
Per rompere un cavalletto devi per forza infilarlo nella sabbia di una spiaggia marina (e ultimamente mi sono divertito parecchio tra Antigua e Maritius), tra i gelidi ambienti artici di Finlandia e Norvegia, passando magari per le piovose  scogliere delle Isole Faroe.
Quando ti trovi in mezzo alla neve, con 20 gradi sotto zero, ogni gesto diventa essenziale, non puoi permetterti di perdere tempo, non puoi perdere lo scatto. Ed è lì che valuti un prodotto. Quando uno dei movimenti sulla testa del cavalletto non ti funziona, quando una clip o una sezione della gamba si blocca,  quando la frizione ti abbandona... è in questi momenti che il rischio di insuccesso diventa reale. E questo non deve succedere.

Ti è mai successo di tornare a casa distrutto e sconfitto? Ancor peggio, in viaggio, con un cavalletto zoppo e senza alcuna possibilità di ripararlo? Si, mi è successo, lo ammetto. E tutte quelle volte ho preferito cambiare marchio, gettando soldi su soldi in tentativi speranzosi di trovare quello giusto.
Ormai è acqua passata, quello che più conta è avere trovato in Leofoto un prodotto che mi accompagna da più stagioni invernali consecutive. Un cavalletto che mi ha permesso di lavorare nell’artico senza mai crearmi noie, persino quando la temperatura è scesa fino a -40.
Passare un’intera notte sul lago ghiacciato a caccia di bolle, potendo giocare liberamente con inquadrature e composizioni, è davvero notevole. Per questo devo ringraziare Leofoto e da qui nasce un articolo sincero che ne loda la serietà.

Quanto alle caratteristiche, credo sia dalle piccole cose che ci si rende conto della qualità e della cura che ci sia dietro ad un prodotto.
Innanzitutto non si può tralasciare la presentazione: una comoda sacca per il trasporto al cui interno vi è un taschino contenente un utensile multiuso per le manutenzioni del caso (qualora, ad esempio, si allentasse qualche brugola). Lo stesso è comodamente agganciabile al cavalletto con un sistema a moschettone che ti permette di averlo sempre pronto all’uso. Non ditemi che quando vi si è allentata una gamba avevate sempre pronta la brugola nello zaino, non ci credo!

Non è da meno il fatto che siano già comprese le punte da ghiaccio, evitandoti noiosi ordini aggiuntivi nonché costi inutili. Io le tengo montate anche in estate.. si sa mai che finisco nell'emisfero australe.

Apprezzo molto il fatto che una delle tre gambe presenti una protezione in gomma (in gergo "grip"), la ritengo favolosa quando il freddo si fa intenso, per evitare con le mani di dover entrare a contatto con materiale gelido quale il carbonio o l'alluminio.
Gli agganci sulla testa sono tutti di tipo Arca Swiss, sicuramente il sistema a sgancio rapido migliore che il mercato possa offrire.

Ma vi vorrei far notare anche due cose che magari a volte ci sfuggono: si chiamano Torayca e Ergal. Quanti di voi danno importanza a queste cose? E soprattutto, cosa sono esattamente?

Il Torayca è una fibra di carbonio e siamo fortunati che sia questo il materiale utilizzato per le gambe del cavalletto. L'utilizzo di questo materiale non è certo prerogativa dei cavalletti Leofoto, lo troviamo spesso in applicazioni aerospaziali, industriali sino a quelle ricreative. Ma che conta è lo scopo per il quale l'azienda ha scelto il Torayca e il tutto si riassume in un'unica parola magica: migliorare! Migliorare le prestazioni per un fotografo significa limitarne il peso garantendo carichi importanti, assorbendo gli sforzi, durando nel tempo. E scusate se ho detto poco.

L’Ergal è invece una lega di alluminio e zinco, impiegata anch'essa in campo aeronautico, in particolare nelle parti strutturali. E' la più leggera tra le leghe di alluminio e, allo stesso tempo. la più resistente agli urti, agli sforzi, al peso e alla torsione. È anche la lega d'alluminio meno soggetta a "termodilatazione" e quindi più idonea ad utilizzo in ambienti esterni dato che meglio sopporta cambiamenti di temperatura (caldo e freddo). Tutte caratteristiche che sembrano nascere apposta per il nostro cavalletto ed ecco perchè sono di questo materiale tutte quelle parti in metallo del treppiede e della testa.

Pensavo che avrei potuto trovare la qualità assoluta solo nel top di gamma, come spesso accade, ed invece mi sono davvero stupito nello scoprire che i materiali citati qui sopra caratterizzano i prodotti Leofoto dal modello più piccolo fino al più grande, permettendo così di evitare di avere prodotti di alta e di bassa qualità. L'unica vera differenza rimane la dimensione da un modello all'altro, proprio quello che stavo cercando!!

TREPPIEDE LS-254c con testa EB36